24/02/2009

grandi classici del design: harry bertoia


diamond chair: come una sedia di reticolare d'acciaio oggi sia diventata un must have del design... oggettivamnete all'avanguardia per la sua forma ed il materiale scelto, la diamond chair è un pezzo di grande impatto disegnato da harry bertoia nel 1952. ma pochi sanno che harry bertoia è originario di pordenone, e si chiamava arieto. emigrò negli usa e divenne poi cittadino americano.

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la sua sedia più famosa è edita oggi da knoll international assieme a tanti altri suoi pezzi entrati di diritto nella storia del design. così anche la hb420 è una sua creazione, forse più nota come wire chair. segue sempre l'idea di addomesticare il reticolare di acciaio!

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ma anche la panca slat bench in legno è un elemento di semplicità ed equilibrio.

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se ti interessa questo argomento le altre puntate dei grandi classici del design le trovi ai link:


 


30/01/2009

grandi classici del design: jean prouvé e jean-michel frank


siamo arrivati alla terza puntata dei grandi maestri del design. uno dei meno conosciuti ma recentemente oggetto di una notevole rivalutazione è il designer francese jean prouvé. grazie a 2 belle mostre: quella a palazzo tè di mantova nel 2007 e "la poetica dell'oggetto tecnico" all'ara pacis di roma nel 2008. ingegnere e architetto, ha fondato nel 1931 les ateliers jean prouvé dove realizzava mobili in ferro, spesso prefabbricati con un occhio all'ottimizzazione dei materiali e uno alla leggerezza e alla funzionalità. è stato presidente della giuria che ha premiato il progetto del centre pompidou di piano e rogers.

la libreria mexique fu progettata assieme a charlotte perriand per la maison du mexique, il dormitorio universitario messicano della cité universitaire di parigi. la libreria fu creata dal laboratorio di jean prouvé.

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ma ci sono state anche creazioni in cui la firma e la produzione erano tutte solo di prouvé come la sedia standard in legno di quercia piegato al vapore. della stessa serie poi fanno parte i due tavoli, rotondo e rettangolare, con struttura e piano in quercia.

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troviamo anche la sedia progettata per i dormitori dell'università di strasburgo: antony.

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un'altra figura per un certo periodo rimasta un idolo solo tra gli addetti ai lavori ma di recente scoperta anche da un pubblico più vasto è jean-michel frank. famoso decoratore francese degli anni '30, si è affermato per i suoi mobili di alta ebanisteria e le sedute dalle forme squadrate e solide che ne fanno un precursore dello stile minimalista.

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si afferma come interior decorator per l'élite parigina prima e americana e argentina poi. utilizzando materiali insoliti come il galuchat (la pelle di razza) o essenze esotiche intarsiate come il macassar.

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è evidente l'ispirazione che le collezioni armani casa hanno tratto dal suo repertorio.

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se ti interessa questo argomento le prime due puntate dei grandi classici del design le trovi ai link:


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 


15/01/2009

la sedia è servita


una volta le sedie erano acquistate in blocco con il tavolo e la cucina, magari su consiglio del rivenditore stesso, che così rifilava anche fondi di magazzino improbabili a giovani sposi in vena di economie. ora invece le sedute sono forse, insieme ai divani, gli oggetti più corteggiati, più disegnati, più proposti dalle aziende del settore. le sedie che vi proponiamo non sono un tentativo di pubblicizzare gli ultimi modelli ma il frutto di una selezione di gusto nettamente personale che spazia dalla classica chiavarina di fattura altamente artigianale al modello in polipropilene di uno dei designer più prolifici della scena odierna, dall'oggetto classico del XX secolo alla proposta che risponde più ad un gusto di nicchia. l'intento è di creare un fil rouge tra oggetti di grande personalità e manufatti evocativi.  a voi la sfiltata!

eccola qui, l'intramontabile e sempre leggiadra chiavarina, sempiterna produzione di un'azienda familiare - fratelli levaggi - che ripropone le forme sinuose di questa sedia (qui in foto la poltroncina)  elegante con grande abilità artigiana. devo dire che si fa pagare ma la qualità è tangibile più del nome di grido di altre sedie che poi si rivelano di bassa fattura.

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un altro classico è la thonet, che tutti ricordano anche con il nome di sedia da bistrot. in effetti il suo faggio curvato al vapore ha un sapore fin-de-siècle che ben si sposa con i tavoli più moderni. oggi la storica casa viennese parla italiano ma l'impronta è la stessa. a noi piace il modello disegnato nel '44 da hermann czech, oggi riproposta in tanti colori ma sempre elegante nella sua essenza di faggio.

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per chi ha gusti più moderni ecco una sedia in tecnopolimero termoplastico lucido a colore pieno che è solida, larga, squadrata e semplicemente fantastica. porta la firma di piero lissoni, un nome, una garanzia, e la produce kartell, altra garanzia.

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per il mio gusto personale considero poi un pezzo notevole la ceska di marcel breuer, che unisce il tubolare d'acciaio che è un tratto tipicamente modernista con la paglia di vienna e il faggio, fondendosi in un connubio perfetto.

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 un altro modello che considero "del cuore" è questa sedia di jean prouvé, la standard, oggi edita da vitra.

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per arrivare ad una sedia di minore risonanza ma sempre molto elegante, la poltrroncina-sedia sem di flexform.

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e per finire, una sedia in plastica e legno che piace tantissimo ai bimbi ma che per la forma delle gambe è stata chiamata eiffel da charles&ray eames.

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