23/04/2010

kartell e gli invisibili, l'oggetto che non c'è


kartell - in occasione del salone del mobile di milano 2010 - presenta la nuova collezione invisibles, dove la trasparenza del policarbonato è esaltata dal forte spessore. la collezione comprende sedute, tavoli e occasional table concepiti dal designer tokujin yoshioka per riflettere ”i fenomeni naturali e gli elementi invisibili, come i sensi, il vento, la luce”. l’azienda, come sempre fedele alla sua filosofia di lasciare carta bianca ai designer affinchè siano liberi di esprimere appieno la loro creatività, in occasione del salone del mobile di milano 2010 ha voluto enfatizzare i nuovi pezzi con una una poetica installazione nel suo store di milano.

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per arrivare a produrre questi oggetti quasi evanescenti è stata necessaria tutta l’expertise di kartell ma il risultato è sorprendente. in una nuvola di piccole bacchette trasparenti appaiono questi oggetti eterei ma anche solidi e forti.
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15/01/2009

la sedia è servita


una volta le sedie erano acquistate in blocco con il tavolo e la cucina, magari su consiglio del rivenditore stesso, che così rifilava anche fondi di magazzino improbabili a giovani sposi in vena di economie. ora invece le sedute sono forse, insieme ai divani, gli oggetti più corteggiati, più disegnati, più proposti dalle aziende del settore. le sedie che vi proponiamo non sono un tentativo di pubblicizzare gli ultimi modelli ma il frutto di una selezione di gusto nettamente personale che spazia dalla classica chiavarina di fattura altamente artigianale al modello in polipropilene di uno dei designer più prolifici della scena odierna, dall'oggetto classico del XX secolo alla proposta che risponde più ad un gusto di nicchia. l'intento è di creare un fil rouge tra oggetti di grande personalità e manufatti evocativi.  a voi la sfiltata!

eccola qui, l'intramontabile e sempre leggiadra chiavarina, sempiterna produzione di un'azienda familiare - fratelli levaggi - che ripropone le forme sinuose di questa sedia (qui in foto la poltroncina)  elegante con grande abilità artigiana. devo dire che si fa pagare ma la qualità è tangibile più del nome di grido di altre sedie che poi si rivelano di bassa fattura.

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un altro classico è la thonet, che tutti ricordano anche con il nome di sedia da bistrot. in effetti il suo faggio curvato al vapore ha un sapore fin-de-siècle che ben si sposa con i tavoli più moderni. oggi la storica casa viennese parla italiano ma l'impronta è la stessa. a noi piace il modello disegnato nel '44 da hermann czech, oggi riproposta in tanti colori ma sempre elegante nella sua essenza di faggio.

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per chi ha gusti più moderni ecco una sedia in tecnopolimero termoplastico lucido a colore pieno che è solida, larga, squadrata e semplicemente fantastica. porta la firma di piero lissoni, un nome, una garanzia, e la produce kartell, altra garanzia.

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per il mio gusto personale considero poi un pezzo notevole la ceska di marcel breuer, che unisce il tubolare d'acciaio che è un tratto tipicamente modernista con la paglia di vienna e il faggio, fondendosi in un connubio perfetto.

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 un altro modello che considero "del cuore" è questa sedia di jean prouvé, la standard, oggi edita da vitra.

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per arrivare ad una sedia di minore risonanza ma sempre molto elegante, la poltrroncina-sedia sem di flexform.

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e per finire, una sedia in plastica e legno che piace tantissimo ai bimbi ma che per la forma delle gambe è stata chiamata eiffel da charles&ray eames.

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