20/09/2010

container e architettura


container: destinati allo stoccaggio e al trasporto di una grande quantità di merce da un capo all'altro della terra, sono usati sia nel trasporto navale che su gomma e su ferro. eppure possono avere una nuova vita se ri-usati in modo intelligente. per esempio nella costruzione di case e non solo di emergenza o per periodi limitati nel tempo. ecco qui una serie di esempi in cui il container è stato usato come modulo base per rifugi, appartamenti, bar, studi e mille altre applicazioni.

iniziamo con la green frame house: una iniziativa dello studio astori deponti destinata ad abitazione che impiega il container in modo creativo (photo credit: tom vack photographer)

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redondo beach house di demaria design è una villa splendida nel sole californiano che parte dal container navale.

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la casa di adam kalkin che si nasconde in un unico container e che si "scarta" come una caramella per diventare una magione da 6 stanze in pochi minuti e schiacciando un bottone...

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muvbox ovvero il concetto di restaurant-in-a-box applicato per davvero.

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lo studio vetrato e nascosto in in un bosco di mbarchitecture.

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l'esperimento della mdu, cioè mobile dwelling unit dello studio di architettura lo-tek: per appartamenti dìemergenza o per medio-periodo.

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03/05/2010

wallpaper e placche elettriche: un matrimonio riuscito


matrimonio riuscito quello tra le placche makeup di plh e la storica azienda di carte da parati jannelli e volpi.
da una parte le placche makeup rispondono all'esigenza di un prodotto tecnico che coniughi il massimo customizing all'estetica.

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dall'altra la grande esperienza nel wallpapering e la notevole ampiezza delle collezioni e dei decori proposti per le carte da parati da jannelli & volpi.

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i due brand hanno dato vita alle placche makeup skin, con finiture dedotte dalle nuove collezioni di carte modern eccentrics e grance corniche. un matrimonio davvero riuscito! è stato appena presentato al salone del mobile di milano 2010.

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25/01/2010

riscaldamento: termosifoni o altri impianti?


in questi giorni di freddo intenso a volte sembra che le nostre case non siano abbastanza calde. eppure la caldaia va a pieno regime. cosa c'è che non va? il fattore coibentazione è certamente importante, perché è noto che dei buoni serramenti ed un sistema a cappotto aiutano a ridurre anche del 50% il problema del riscaldamento, minimizzando le dispersioni termiche di un'abitazione. eppure l'altro fattore determinante è l'impianto stesso (talvolta abbinato al raffrescamento estivo).

se siamo in fase di ristrutturazione allora può valere la pena ripensare l'impianto esistente e laddove possibile considerare delle alternative ai radiatori. premessa importante è che per calcolare esattamente il fabbisogno termico bisogna consultare un tecnico che terrà conto di vari fattori specifici dell'edificio. tutti i nuovi impianti lavorano comunque con acqua a temperature più basse (50°-60° contro i tradizionali 80°-90°) aumentando la resa e al contempo diminuendo i costi e rispettando l'ambiente.

il sistema classico a termosifoni oggi può contare su oggetti d'arredo eleganti, forme di grande impatto visivo oppure minimali. ci sono però vincoli d'arredo ma hanno il vantaggio di riscaldarsi velocemente e altrettanto rapidamente raffreddarsi. il costo? per un appartamento di 100 mq la posa e la fornitura degli elementi, ci si aggira sui 7.000 eur escluso opere murarie ed elettriche.

il modello "zero otto" di antrax è un cerchio colorato che racchiude anche un diffusore di aromi.  mentre "cube"di deltacalor è uno scaldasalviette in aluminio in cui riporre gli asciugamani. infine "heatway" di jaga è un barocco ghirigori che cela un radiatore vero e proprio in polyconcrete.

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un'altra opzione è il riscaldamento a pavimento. ma non pensate a quello terrificante a pannelli dellle case anni '60 che faceva venire le gambe gonfie per il calore intenso localizzato solo su una superficie. i tubi in polimero ad alta resa sono stesi su pannelli grippanti che li trattengono. la temperatura è molto più bassa del vecchio sistema (30°-40°) evitando le sensazioni poco confortevoli (e le vene varicose...) e consentendo un notevole risparmio energetico (il comfort è raggiunto già a 19° senza dover portare la tempertaura ai tradizionali 21°) ed un abbattimento dei costi se abbinata ad una pompa di calore. inoltre, immettendo acqua fredda si può raffrescare l'ambiente in estate senza dover ricorrere a costosi condizionatori. questo sistema può essere sia a pavimento che a parete o a soffitto e minimizza i vincoli d'arredo. i costi per una superficie abitativa di 100 mq (compresa posa e fornitura materiale ma senza opere di assistenza muraria ed elettriche) sono di circa 12.000 eur ma è possibile anche raffrescare d'estate. il prezzo è giustificato da una maggiore richiesta di manodopera per la posa dei tappetini isolanti su tutta la superficie. non si tratta di fare delle semplici tracce. tuttavia il risultato è termicamente più affidabile e si risparmia a regime anche il 30% del costo di un riscaldamento a radiatori.

geberit propone il sistema "meplatherm" con tappetini termoisolanti che isolano anche dal calpestio e sono dotati di nocche che trattengono i tubi. un sistema con flessibili ancorati a pannelli per pavimento, pareti e altre superfici è proposto da rehau sia per applicazioni civili che industriali. infine "legno 12" sono pannelli di legno scanalati per alloggiare i flessibili in cui passerà l'acqua, prodotti da uponor, hanno uno spessore di soli 12 mm per ristrutturazioni speciali e dove non si può smantellare il pavimento preesistente.
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una soluzione differente può essere anche l'utilizzo dei termo-ventilconvettori, che sono forse il sistema più veloce per raggiungere la temperatura di regime (e per questo il sistema più usato negli uffici) e possono anche raffrescare l'aria se collegati ad un refrigeratore o ad una pompa di calore. anche in questo caso il risparmio dovuto ad una temperatura dell'acqua inferiore (50°) si abbina alla corretta umidificazione e alla personalizzazione della temperatura in ciascuna stanza, grazie alle impostazioni regolabili di ogni terminale. inoltre i filtri e la depurazione dell'aria ne fanno una alternativa per chi ha necessità di vivere in ambienti in cui è difficile arieggiare (anche per questo negli ospedali e negli hotel si preferisce questa soluzione)e per gli allergici. in questo caso, abbinata ad un termostato e all'opzione raffrescamneto estivo, la messa in opera di un sistema di di questo tipo costa sugli 9.000 eur.  anche qui si parla del solo impianto per riscaldare/raffrescare una casa di 100 mq.

le casseforme a scomparsa nello spessore del muro prodotte da aermec riducono l'impatto visivo nell'ambiente domestico e permettono di collocare il fan coil anche sotto le finestre. "flat" di galletti è un ventilconvettore ultrapiatto dalle linee squadrate e pulite dall'uso facile e intuitivo: basta alzare l'aletta per farlo partire. "thermobox" di sierra è un radiatore convettivo da incassare a parete, costituito da una dima in lamiera zincata per nascondere lo scambiatore di calore e da un pannello di chiusura frontale verniciabile con le stesse pitture murali.
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29/12/2009

case prefabbricate, un sogno accessibile


le case prefabbricate sono state a lungo considerate costruzioni di serie b, perché valutate poco durature e instabili.

vogliamo sfatare questo "mito"? il sito specializzato fabprefab ci presenta le principali novità nell'ambito delle costruzioni prefabbricate non solo per abitazioni private ma anche scuole, ospedali, centri benessere, hotel ed edifici multi purpose.

si può scegliere tra varie tipologie edilizie: struttura portante in legno lamellare e tamponamenti in sandwich ricoperti internamente con liste di legno; struttura con solai e travi in cemento e tamponamenti in pannelli di legno o legno lamellare, struttura in acciaio e tamponamenti in legno alveolare...

l'unica parte che non è pre-assemblata in fabbrica sono le fondamenta, che possono essere costituite da un piano in cemento, la platea di fondazione, oppure un sistema di pali in ferro o cemento armato con plinti. quest'ultimo è ideale se il terreno è in pendenza.

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il benessere è garantito da serramenti a tenuta con vetri basso-emissivi come quelli di una casa costruita tradizionalmente e pannelli di masonite per la coibentazione dei muri interni per assicurare stabilità termica alle pareti. anche le finiture interne di una casa prefabbricata sono quelle usate negli edifici in muratura. si può scegliere tra lastre di cartongesso coibentate, doghe di legno pregiato, parquet, intonaco... insomma chi più ne ha più ne metta!

inoltre le costruzioni prefabbricate sono caratterizzate anche dalla notevole sicurezza antisismica. in effetti in giappone le case in legno sono giudicate le più sicure per la flessibilità del materiale alle scosse.

e i costi? alla definizione del prezzo concorre la modalità di consegna, il grado di finitura interna e, a richiesta, alcuni servizi aggiuntivi come la progettazione degli spazi interni ed il pre-assemblaggio in fabbrica per farsi un'idea degli spazi e della resa finale prima della definitiva posa in loco. la grande certezza però è legata alla sicurezza del preventivo che difficilmente lieviterà, come invece succede nel caso di costruzioni in muratura. qui le variazioni di prezzo sono legate all'artigianalità e alla manualità del processo, mentre il processo produttivo blocca il prezzo.

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le realtà più economiche propongono un modello base di circa 10x20 m a 36.000 eur più i costi di trasporto oltre il costo di posa in opera di 180 eur al metro quadro. si può arrivare ai 250-300 eur al metro quadro per una casa con maggiori varianti compositive e per passare a 1.000-1.500 eur al metro quadro nelle versioni più complesse e rifinite. se pensate ad un produttore americano (ce ne sono tantissimi, visto che lì le case sono spesso prefabbricate) calcolate un costo di spedizione totale che può variare da 4.000 a 12.000 eur.

alcuni nomi internazionali: marmolradziner, office of mobile design, minihome e rocio romero.

ed ora facciamo una carrellata dei principali produttori italiani.

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uno dei costruttori più noti è la rubner haus, che garantisce un proprio sistema costruttivo,  una elevata classe di efficienza energetica e la possibilità di scegliere tra varie tipologie abitative e stili, dal rustico chalet di heidi all'edificio modernista. e tutte con comfort di eccellente standard qualitativo.

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un altro nome conosciuto è pircher. attraverso il sistema modulare planit che offre molteplici soluzioni progettuali ed è altamente personalizzabile,  dalle finiture alla distribuzione degli spazi, ai rivestimenti esterni. il tutto montato in soli 100 giorni!

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un costruttore svizzero molto conosciuto è anche huf haus. oltre ad una vasta gamma di modelli adatti per regioni pianeggianti garantisce un risparmio energetico che può arrivare fino all'80% dei costi di gestione di una casa tradizionale. grazie a celle fotovoltaiche e collettori solari installati sulle coperture e i rivestimenti.

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anche wolf haus e pagano propongono soluzioni adatte per ogni esigenza e per tutte le tasche. e non solo per la montagna, come questa realizzazione di una casa di vacanza in toscana di wolf haus o di questo progetto nella campagna romana di pagano.

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04/09/2009

faretti illuminazione interni: lampade, faretti, led & co:


lampade, faretti, led & co: uno degli elementi che danno più carattere ad una casa è l'illuminazione. spesso trascurato, è un fattore decisivo per creare l'atmosfera giusta in ogni ambiente. l'italia è uno dei produttori più significativi di prodotti per l'illuminazione di grande valenza estetica e innovativi sotto il profilo del design. inoltre ad aprile a milano si è tenuto euroluce, il salone dedicato all'illuminotecnica.

e allora parliamo di tutte le più interessanti novità di settore!

iniziamo con la sospensione asimmetrica e polimorfa "spore" proposte da murano due, che sfrutta la tecnologia a led per un effetto quasi galleggiante.

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ross lovegrove per artemide ha creato una cinquina di prodotti con un comune denominatore: la texture metallizzata ispirata al cangiante effetto della luce naturale (cosmic leaf, cosmic ocean, cosmic angel, droplet).

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una proposta d'effetto arriva anche da foscarini che presenta la sospensione colorata "le soleil" costituita da nastri asimmetrici di policarbonato che la fanno assomigliare ad un gomitolo.

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anche martinelli luce punta sulla tecnologia led. è "glouglou", un disco di vetro racchiude una spirale di led.

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pallucco invece cerca l'effetto "crinolina". una interessante variazione sul tema della classica lampada con grande diffusore in tessuto alternato a fasce trasparenti. è presentata in una famiglia di lampade da terra, da soffitto e da tavolo.

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ultima ma non meno interessante una rigida corazza a campana che nasconde un cuore soffice, "cancan" disegnata da marcel wanders per flos.

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17/06/2009

tavoli, tavoli delle mie brame...


tavoli, tavoli delle mie brame... chi è il più bel tavolo del reame? una selezione di tavoli per tutti i gusti e le tasche: da cucina, da pranzo, allungabili, in cristallo, in legno... fate voi la vostra scelta.

in mdf bianco o nero con struttura di sostegno in tondino smaltato. è "xz3" di magis. geometrico.

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un capolavoro del design italiano con struttura in legno e piano in cristallo. progettato da carlo mollino nel 1946. è "reale" di zanotta. storico.

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lungo, con piano di grande spessore e gambe in alluminio. disponibile con piano in diverse essenze o laccato. è "liko" di desalto. borghese.

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con una grande gamba centrale in legno e piastra d'acciaio,  disponibile anche nella versione allungabile. è "park" di calligaris. solido.

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ispirato alla vite il mitico tavolo disegnato da vico magistretti nel 1987 e proposto in varie versioni, rettangolare, rotondo, ovale, alto o basso. è "vidun" di de padova. meccanico.

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dal catalogo dell'azienda svedese di arredamento a piccoli prezzi. un esempio di come il design non sia per forza costoso. è "billsta" di ikea. economico.

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in principio era un coffee table ma ora è proposto anche come tavolo da pranzo e fa la sua figura: elegante e sinuoso nella composizione a croce delle gambe. è "jiff" di flexform. contemporaneo.

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dimostra che già negli anni '40 il design e la ricerca erano sperimentali. jean prouvé disegna oltre al tavolo anche le sedie. è "gueridon" di vitra. modernista.

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04/06/2009

speciale sulle librerie


un mobile libreria si può usare in molti modi: come un semplice contenitore di libri e riviste, come una vetrina, oppure in modo un più creativo può fare da elemento divisiorio, delimitare uno spazio, una funzione o una stanza. se c’è poco spazio una soluzione ingegnosa è la piccola colonna "ptolomeo" di ciatti. in lamiera pressofusa ha una base fermata da una pietra squadrata.

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estrema libertà compositiva e creatività di forme e finiture sono gli elementi che contraddistinguono la libreria che fa parte del sistema modulare "30mm" di lago. il nome indica l’altezza dei vari elementi che si possono organizzare secondo la propria ispirazione e fantasia, in tantissimi brillanti colori.

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ecco una proposta di alcuni anni fa ma che ha incontrato da subito il favore del pubblico, piccolo, simpatica, ironica e… anche con un buon prezzo: "bookworm" di kartell. disegnata da ron arad nel 2004 è tuttora un best seller che continua a piacere a tutte le età, esaltando il lato ludico che c’è in noi. in plastica, regge fino a 10 kg di libri.

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altre costituiscono una semplice quinta per separare anche solo visivamente lo spazio. è questo il caso del modello "selecta" di lema, che vanta una notevole varietà compositiva in tutti i colori e le dimensioni possibili.

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chi predilige una libreria che assolva alla sua funzione di contenimento libri allora può optare per i nuovi modelli con spazi non scanditi in modo simmetrico come i mobili tradizionali. nè è un buon esempio "random" di mdf o "lane" di meridiani.
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ci sono poi le versioni moderne delle care e vecchie librerie. grandi, solide e potenti, come il modello "oikos p" di driade. oppure il grande classico di "nuvola rossa" disegnata nel 1953 da vico magistretti e ancora oggi attuale e di segno contemporaneo, edita cassina.

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infine un mobile contenitore che può essere libreria, dispensa,vetrina, un mix di tutto questo e altro ancora ma che è famosa per riprendere nelle linee una architettura del grande aldo rossi e risolverla in un mobile. sono le finestre riquadrate verdi tipico tratto degli edifici di rossi. il modello "piroscafo" di molteni, disegnato dallo steso rossi con luca meda ne riprende il tema in forma di mobile.
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20/05/2009

piano cucina: okite versus corian


piano cucina okite.jpgdevo comprare una nuova cucina e facendo il tour dei negozi di arredamento più interessanti, scopro che il top oggi è un elemento che si è molto evoluto. non più solo i materiali tradizionali come il laminato e il legno lamellare, il marmo o il granito.

in particolare, l'ultimo trend delle ditte produttrici di cucine come varenna, cesar, dada, boffi, rossana, schiffini... è di realizzare piani cucina in corian, o in pietre artificiali, abbandondando i materiali più "classici".

oggi i produttori più all'avanguardia propongono una gamma di pietre artificiali: corian, quarzite, quarella, okite, pietra di luce... tanti nomi e una sola materia, una miscela in polvere o microgranuli di pietra ricomposta legata da resine siliconiche.

ma le vere star sono okite e corian.

okite è una pietra composita a base di quarzo (circa 90%), è fabbricata sottovuoto ed offre notevoli caratteristiche di resistenza fisico-meccaniche al calore e al taglio, molto adatta quindi per la realizzazione di top per la cucina al posto del più "delicato" legno. OKITE® è inoltre un marchio registrato, prodotto da un'azienda italiana, la seieffe. garantita per 10 anni, il materiale però si può scheggiare e crepare se sottoposto ad urti non particolarmnetre violenti. e non è possibile ripararli, inoltre le giunture devono essere siliconate e si vedono. 

i prezzi dell'okite: varia a seconda della ditta che lo produce e dallo spessore (dai 2 cm fino ai 6 cm), non ci si discosta comunque troppo da un buon piano cucina in legno massello.

per chi avesse voglia di approfondire, ecco un link al sito okite.com con tutti i rivenditori ufficiali, centri cucine e distributori okite.

chi invece preferisce un prodotto ancora più all'avanguardia, versatile e igienicamente inattaccabile (tanto da rivestire le sale operatorie) allora l'alternativa è costituita dal corian. si tratta di un composto  di idrossido di alluminio e resina con aggiunta di polveri finissime coloranti è un materiale solido e resistente al calore e agli urti, ma al contempo estremamente duttile. È piacevole al tatto per la sua setosità e traslucente alla luce. la sua caratteristica principale è la duttilità: può essere intagliato, fresato o lavorato come il legno, modellato, termoformato o intarsiato... le opzioni sono illimitate.
altro atout è l'uniformità, infatti senza giunture visibili, corian può essere anche riparato da crepe e graffi con una carta-vetrata.

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il prezzo del corian è il suo vero punto debole, è carissimo! infatti è un  brevetto della dupont, che ne detiene l'esclusiva.

convinti? io alla fine ho preferito il caldo e la bellezza economica del legno!


19/03/2009

camino: non solo per case antiche


quando si pensa al camino, molti di noi hanno in mente il fuoco che crepita da una cornice in pietra antica, magari in un bel salone dai soffitti stuccati. anche una baita in montagna con il suo camino contornato da doghe di legno e una morbida pelliccia. eppure il fuoco non è un'opzione d'arredo adatta solo alle case d''inizio secolo, ad abitazioni rurali o in quota. oggi può essere una buona scelta anche in case dall'impronta moderna, in città come in altri luoghi. una scelta non solo estetica ma anche funzionale.

specialmente se l'edificio è in fase di costruzione, si può pensare ad un riscaldamento principale ad aria calda in parte prodotto dal camino, oppure alla possibilità di scaldare l'acqua sanitaria e i termosifoni. lineavz ne propone alcuni modelli che si integrano perfettamente con un ambiente contemporaneo.

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se però vi piace più l'idea di un antica cornice magari in un ambiente ultra-minimale, potete pensare allo stile preferito e poi cercare negli archivi di recuperando, uno dei più forniti in italia, specializzato in elementi architettonici del passato, (camini, capitelli, architravi, cornici,vasi, portoni, fontane, statue...), pavimenti antichi e arredi in ferro e pietra.

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se invece si è più interessati ad un vero e proprio camino ma non avete la canna fumaria, perchè non pensare ad uno a gas. ce ne sono di eleganti, non certo quei tristi caminetti a gas inglesi che ci ricordano le casette in mattoni rossi dei crescent londinesi. oggi hanno una linea moderna e si adattano a tutti gli ambienti. per esempio, questi proposti da dimora.

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se sei interessato ai camini, qui trovi un post dedicato all'argomento:

 

 

 

 


03/02/2009

legno e dintorni


che sia per una ristrutturazione, che sia per una nuova costruzione, che sia il nuovo, che sia il vecchio, il calore, la bellezza e la praticità di un pavimento in legno sono una carta vincente. il parquet è uno dei rivestimenti più usati e più conosciuti. la tecnica classica di posa è quella a listoni inchiodati su un massetto annegato nel cemento del solaio. ma oggi la tecnologia ci mette a disposizione numerose varianti che permettono una scelta tra essenze di molti tipi e spessori, doghe di varie lunghezze e soprattutto tecniche di posa che riducono notevolmente tempi di posa e costi. e non da ultimo, superfici che pur essendo in legno, per resistenza, durata e manutenzione non hanno nulla da invidiare a superfici come cemento e resina! se poi avete pure una coscienza verde, esistono dei produttore certificati da greenpeace che propongono materiali provenienti da foreste gestite in modo ecologicamente responsabile.

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la scelta del parquet è dettata da vari fattori: il tipo di essenza, le dimensioni delle doghe e la qualità. questi  elementi determinano il costo finale. si parte da 30 euro al mq per una essenza economica come il rovere a basso spessore e piccole dimensioni dei listoncini di seconda scelta da 40-60 cm di lunghezza. la qualità del legno è composta da scelte: la prima scelta ha un carattere uniforme e nessuna fiammatura o nodi mentre a scendere le altre scelte aumentano la disomogeneità dell'essenza (io preferisco sempre una seconda scelta perché ha un aspetto meno uniforme e "finto" ma più movimentato e naturale, oltre che economica!). legni pregiati o esotici e dimensioni della doga oltre i 140 cm di lunghezza fanno lievitare sensibilmente il prezzo fino a 130-180 euro al mq. il tutto ovviamente senza posa. considerate almeno un 40-50% del valore del parquet per la posa del pavimento e dello zoccolo.

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oltre al parquet tradizionale in legno massiccio, sul mercato c'è il multistrato prefinito composto da uno strato superiore in legno nobile incollato su un supporto in legno dolce. il tutto verniciato e trattato in modo da posarlo a incastro e con la collato. per questo è più veloce la posa ed è subito calpestabile. infine ci sono i parquet in laminato, dove il legno non c'è ma è sostituito da uno strato di laminato appunto (un foglio sottilissimo che è una foto dell'essenza, coperta da un film trasparente che la rende impermeabile e antigraffio). anche i mobili possono essere in laminato. non è legno ma fa la sua figura. ed il costo bassissimo ne fa un degno concorrente del parquet in vero legno. per chi si orientasse su questa scelta, poichè è facile da posare, castorama, leroy merlin ed ikea ne propongono diversi tipi, anche abbinati a corsi per imparare la posa.

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esistono diversi produttori e posatori di parquet tradizionale o prefinito. tra i più conosciuti per scelta e varietà delle proposte ci sono: florianparchetti, antico è, gazzotti, antic colonial di porcellanosa, berti, fiemme 3000, margaritelli con la linea di prefiniti listone giordano, lithos, skemafloor...

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