12/04/2010

design low budget


design low budget: questa la parola d'ordine! e in poco spazio. l'appartamento in zona navigli, una parte di milano vivace e piena di club e ristoranti, di due giovani che vivono e lavorano da casa ma non sono una coppia è di appena 60 mq. la consegna era di creare uno posto dove ciascuno avesse il suo spazio per abitare e lavorare senza intralciarsi l'un l'altro. per questo l'organizzazione ed il contenimento erano prioritari. il risultato è un progetto poli-funzionale e multiuso dell'architetto marco romanelli.

l'ambiente principale è il living, che funge anche da entrata, su cui si affaccia un piccolo vano cottura e la zona pranzo. se i due ragazzi vogliono nascondere il piano di lavoro basta srotolare una veneziana. i muri lasciati bianchi e un parquet di rovere in tutta la casa conferiscono luminosità e uniformità, fondamentali per rendere visivamente più spazioso un ambiente altrimenti angusto e nel contempo creare un'atmosfera più calda. la stessa tonalità del pavimento è ripresa dalle porte, scorrevoli per non rubare spazio.

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la parte conviviale è affidata al tavolo allungabile che può accogliere fino a 10 persone mentre grandi riquadri con ritagli di stoffe anni '50 colorano le pareti.
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l'arredamento è risolto con mobili di grandi catene a basso prezzo. gli architetti hanno creato infatti un contenitore in cui gli spazi sono organizzati al meglio e su misura per sfruttare ogni centimetro disponibile. a questo è stata destinata la fetta maggiore del budget. si è lascianto poco ai pezzi d'arredo, focalizzandosi su elementi semplici ed economici.

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le due camere sono identiche e si affacciano sul corridoio. ciascuna ha una parete attrezzata con un grande contenitore in parte a giorno, in parte chiuso da ante, destinato a contenere sia i vestiti, sia gli oggetti quotidiani, sia quelli legati al lavoro e allo studio.

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il bagno cieco, in fondo al corridoio, è risolto con un piccolo lavandino sospeso rotondo e delle piastrelline 5X5 grigio antracite per dilatare otticamente l'ambiente.

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11/04/2010

architettura e ufficio: come coccolare l'impiegato


reinventare il luogo di lavoro tradizionale. alla base del progetto della sede centrale della macquarie bank di sydney c'è la filosofia della flessibilità lavorativa che si riflette nella totale adattabilità degli spazi di lavoro. e deve essere anche eco-friendly. per questo l'edificio è costituito da molteplici elementi studiati per enfatizzare la collaborazione ed il benessere di chi lavora.

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l'architetto clive wilkinson dello studio CWA che ne ha disegnato l'avveneristica struttura, così descrive la sua opera: “in parte stazione spaziale, in parte cattedrale e in parte villaggio verticale”, disegnata anche per incontrare gli standard più rigorosi dell'architettura green e LEED: è in grado di abbattere il proprio consumo di energia fino al 50%.

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si tratta di un edificio sviluppato lungo un enorme pozzo di luce centrale alto ben dieci piani, a cui si attaccano grappoli di uffici singoli o collettivi, meeting room o semplicemente spazi per isolarsi e per pensare: i prodotti più interessanti passano anche da qui...
il cielo si affaccia dentro l'atrio centrale. attorno al quale si innestano delle zone flessibili destinate al singolo, a piccoli e a grandi gruppi anche fino a 100 impiegati. ogni zona è collegata attraverso una scala a tunnel.

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inoltre ogni zona è una specie di "vicinato adattabile" che permette la collaborazione ed lo scambio di posto tra gli impiegati. l'estrema flessibilità degli spazi permette di abbattere i costi associati al cambio di infrastruttura che in genere segue alla ridefinizione dei ruoli.

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ci sono anche delle "piazze" che svolgono un ruolo aggregatore e si ispirano ciascuna ad un archetipo dell'architettura urbana: il giardino, la sala da pranzo, la spasticceria, la stanza giochi ed il bar.
inoltre si incoraggia l'overlapping dei gruppi anche grazie all'alternarsi di sale riunioni e spazi per gli incontri più informali.

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i risultati? il 77% degli impiegati si è dimostrato entusiasta di poter cambiare il proprio spazio di lavoro con regolarità mentre il 55% lo fa effettivamente.

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09/04/2010

la casa di vacanze di giorgio armani


pantelleria è una piccolissima isola vulcanica a metà strada tra sicilia e tunisia che giorgio armani ha scelto da anni per le sue vacanze.
affascinato dalla natura selvaggia e dalla luce abbacinante ha creato la sua maison de vacances partendo da un complesso di dammusi - le tipiche case pantesche - senza alterarne la struttura originale.
così gli spessi muri di pietra, i soffitti a vela, il tetto a cupola ricoperto di scaglie di pietra nera e le piccole aperture sono rimasti.  il caldo e il vento sono una presenza costante dell'isola e le abitazioni devono tenerne conto. e da questa preesistenza lo stilista ha creato la sua abitazione connotata comunque dal suo stile personale.

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nelle oziose ore pomeridiane la terrazza in stile marocchino è il luogo ideale dove sorseggiare un tè alla menta. trovano posto confortevoli canapé in paglia intrecciata, tavolini arabi e numerose lanterne per rischiarare le ore notturne, quando la temperatura si fà più dolce e una brezza leggera prende il posto del vento.

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il patio, collegato alla casa da ampie vetrate, è un vero e proprio living all'aperto. è arredato da freschi divani in cotone bianco e riparato da lunghi teli e da un cannicciato.

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un pò discosto dall'unità principale, presso la piscina, sorge un gazebo. ideale riparo dal sole accecante.

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l'interno conserva in più punti i muri di pietra a secco e i soffitti trattati a calce. il cotone bianco è l'unico tessuto ammesso per il letto ed i cuscini.

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armani ama lo stile déco e le cineserie ma in questa dimora cerca di mescolare la sua inconfondibile impronta con lo stile imposto da pantelleria, un'isola dove l'asprezza della natura ne fa una presenza incombente che condiziona le scelte di chi vi vuole abitare.

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la semplicità dello studio privato dello stilista ne è l'esempio più lampante. il tavolo in legno trattato a cera è della collezione armani casa così come la poltroncina mentre lo sfondo inusuale è la volta a calce e la finestrella tipiche del dammuso.

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17/03/2010

design per disabili: una casa moderna a misura di handicap


una casa per un ragazzo disabile. da metropolitan home una casa a misura del figlio dei proprietari che si deve spostare in carrozzella oppure strisciando, poiché è affetto da una grave malattia neuro-vegetativa. la casa, vicino a san francisco, è stata progettata e costruita in poco tempo, dato che la famiglia doveva trasferirsi prima dell'inizio dell'anno scolastico. si era scelto infatti un istituto speciale per ragazzi con handicap motori. l'architetto è rimasto impressionato dalla tenacità del ragazzo e ha quindi cercato di creare una casa dove tutto fosse sviluppato sullo stesso livello e non esistessero soglie e scalini. con finestre ampie e lunghe fino a  terra per permettergli di guardare fuori dalla sua posizione supina. quindi le pareti, per quanto possibile, sono tutte in vetro.

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l'idea di luminosità ha guidato la realizzazione della casa, suggerendo numerosi cortili che sembrano stanze nelle stanze. da cui è possibile vedere gli altri locali della costruzione attraverso le pareti vetrate.  l'intento non era di inserire la casa nel paesaggio ma di inserire il paesaggio nella casa e così rendere partecipe il ragazzo della natura circostante. l'entrata è stata studiata vicino alle stanze usate dal disabile in modo che non debba spostarsi troppo per le sue necessità quotidiane. stanze accorpate come un "villaggio" senza il tradizionale corridoio, perché era difficile farvi girare la carrozzella.

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la palette di colori neutri e taupe ha il compito di tranquillizzare e dare serenità agli ambienti.  inoltre sono stati fatti molti piani incassati nei muri che permettano al figlio dei proprietari di tirarsi su e sedersi su un banco stabile e fisso invece che una sedia che è instabile.

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la camera padronale si affaccia a est per usufruire della luce mattutina mentre il bagno en suite è rivestito di pietra color beige e ha un cortile privato su cui affacciarsi: è un insolito modo per evitare di applicare le tende alle stanze più private!

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infine, per il comfort del giovane malato e per la presenza di ampie superfici vetrate, si è scelto un riscaldamento a pavimento senza installare l'impianto di aria condizionata ma optando per i vecchi ventilatori a soffitto e progettando le stanze in modo da usufruire di una ventilazione naturale.

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01/03/2010

libreria-casa in 60 mq


una libreria per alloggiare la grande collezione di fumetti , 60 mq a disposizione, un budget risicato e una casa d'epoca buia e piena di piccole stanze una dentro l'altra. queste erano le condizioni di partenza che lo studio h2o ha risolto brillantemente.

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c'è tutto: la camera e la cucina in ambienti separati, il living con la sua biblioteca a nicchie che assolve sia alla funzione di contenitore che di espositore. ed il tutto in uno spazio che sia luminoso e piacevole.
la parte più interessante è la zona giorno dominata da un gioco di pieni e vuoti dove trova alloggio la collezione del committente ma anche gli oggetti quotidiani.
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la struttura è su disegno e realizzata in cartongesso per questo ha un costo d'opera contenuto ma che sfrutta appieno lo spazio disponibile.
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22/02/2010

interior design metropolitano


stile metropolitano. la casa di una coppia italiana che lavora a manhattan potrebbe benissimo trovarsi a milano. l’arredamento è infatti ispirato a quel neo-minimalismo reso più caldo e accogliente che è un tratto tipico dello stile urban-chic italiano. per questo la casa è un esempio interessante che elle decor USA porta in primo piano in un suo articolo. ma vediamola in dettaglio…

l’area living si compone di due gruppi di sedute, di fronte alla finestra un divano disegnato da piero lissoni, e a centro stanza l’ormai classico charles di antonio citterio per B&B italia.

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attorno al tavolo da pranzo rivestito in corian, le sedie di mario bellini per cassina creano un piacevole angolo dove riunire gli amici in allegre cene.

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la scelta della cucina è ricaduta su un produttore italiano, varenna poliform per la semplicità elegante delle linee e il prezzo comunque ragionevole.

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per colazione e per pranzi veloci ed informali, la famiglia si riunisce attorno al tavolo tulip di saarinen, oggi edito da knoll, accompagnato dalle sedie disegnate nel 1952 da arne jacobsen.

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è prevista anche una stanza dedicate alla musica e alla tv, una vera sofisticata media room, in cui spiccano elementi classici e di gusto contemporaneo.

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l’ufficio della coppia, entrambi lavorano nell’ambito della finanza, è costituito da un piano in corian accostato al muro, a sua volta ricoperto di lastre di vetro e gode della luce che proviene dalle ampie finestre.

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la camera da letto padronale è improntata alla semplicità e al candore, l’abat-jour atollo di vico magistretti, il letto imbottito e le tende a rullo trasparenti, il bianco degli arredi, la parete finestrata, sono tutti elementi che contribuiscono a creare l’atmosfera che vuole favorire il riposo e la tranquillità: importante per staccare in una città dal ritmo frenetico come new york.

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la stanza da bagno è segnata di nuovo dal bianco della pietra in quarzo ricomposto prodotta da caesar stone e da sanitari minimalisti.

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anche la stanza del figlio è di gusto contemporaneo: accanto alle sedie di verner panton jr di misura adatta ai bambini, da vitra, i giochi e la luminosità estrema data dalle grandi finestre e dalle finiture candide.

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29/01/2010

roma: una casa-atelier dal giardino segreto


un mondo segreto quello delle sorelle diane e evelyne de clercq, stiliste del marchio francese astier de villatte. la loro casa-atelier a roma riflette il loro gusto elegante ma un pò delabré. la facciata originale color ocra di quello che originariamente era un un deposito nasconde la struttura originale e una bellissima serra che si affaccia su un giardino segreto.
gli ambienti sono enormi, i soffitti altissimi. infatti questo edificio prima ancora ha ospitato anche una scuola di scultura. così le due sorelle hanno privilegiato quest'aspetto e hanno ricavato gli spazi per il loro lavoro sottolineando quell'aria charmant della casa con vecchi mobili trovati dai rigattieri e accessori legati alla moda.

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da una grande porta originale del 1700 acquistata in umbria, parte l'infilata di stanze che le due proprietarie hanno affollato di oggetti rastrellati dai brocante di tutto il sud italia. subito all'entrata domina una vecchia commode da astanteria rallegrata da bobine di nastri colorati utilizzati dalle stiliste nel loro lavoro. lo spirito di recupero anima tutta la casa. una vetrinetta contiene una collezione di oggetti curiosi.

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la camera da letto di una delle due sorelle de clercq è nella parte vetrata e si affaccia sul giardino interno. pochi mobili, una vecchia thonet a pozzetto e una coperta a quadri creano un angolo sereno e tranquillo, dove è facile trovare l'ispirazione.

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la cucina è grande e luminosa, ideale per riunioni conviviali con amici e collaboratori. è resa originale dal bel mosaico di ceramiche nere e bianche di tradizione napoletana, risalente ai primi del 1900 ed utilizzato tipicamente per i pavimenti.

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lo studio è dominato da una grande tela che rappresenta un guardaroba pieno di vestiti, ed è rischiarata da due lampadari creati con canne da pesca riciclate. trovano posto anche due vecchie scrivanie da ufficio postale e un tavolo in marmorino.

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al primo piano dell'atelier spicca un divano bianco e due poltrone in bambù. i tavolini sono recuperati da un meccanico mentre alle pareti trovano posto, quasi a voler sottolineare la natura giocosa del luogo, due modellini di treno originali dei primi del secolo scorso e una lanterna da postiglione.

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12/01/2010

non le solite porte


le porte nell'arredamento di una casa sono una delle ultime finiture interne che si impostano eppure possono fare la differenza nella definizione degli ambienti e nella percezione degli spazi. specialmente in piccoli appartamenti.

le porte scorrevoli sono un buon compromesso se ci si vuole ritagliare una stanza temporaneamente, magari solo per la notte, ma sfruttare tutto la superficie in un altro momento. si trovano modelli che hanno il binario scorrevole nascosto nel soffitto così da scomparire quando sono aperte e diventare invece una vera e propria parete quando sono chiuse. e sono talmente belle che non è necessario nasconderle con uno scrigno nel muro (su cui non ci si può appendere neppure un quadro...).

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ci sono anche altri trucchi per dilatare un ambiente: usare porte a tutta altezza. il soffitto infatti è solitamente alto tra 2,70 e  3,10 metri. una porta invece arriva a 2,10 metri. con una soluzione alta fino al plafone si rende meno definito l'ambiente. se poi si utilizza anche la stessa finitura delle pareti, si aggiunge uniformità al progetto. per esempio, una libreria può essere "prolungata" da una porta ad altezza soffitto nella stessa essenza.

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anche il meccanismo di apertura può essere sfruttato per connotare un progetto. si possono utilizzare delle porte che si aprono a pivot oppure delle porte a bilico che girano attorno ad un perno soffitto-pavimento. la finitura in vetro acidato o incamiciato darà maggiore luminosità e farà passare la luce garantendo al contempo la privacy.

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si può anche optare per delle quinte fisse o basculanti di vetro trasparente come queste qui sotto. per dare l'idea di uno spazio di passaggio senza renderlo soffocante ma definendolo con un ribassamento del soffitto e dei faretti. il pavimento è uguale dappertutto per dare maggiore fluidità.

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anche le porte a scomparsa possono essere una buona soluzione per ampliare una superficie poco ampia. concepite nella stessa finitura bianca del muro, scompare dentro il muro quando è aperta ma quando è chiusa l'ambiente è diviso in due stanze  da letto che la colorazione grigia, lo stesso pavimento e la stessa altezza del soffitto e dell'anta rendono omogenee.
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20/12/2009

un mini appartamento in appena 18 mq


l'architetto valérie mazérat, autrice anche del concept store parigino merci (vende oggetti di tendenza in uno spazio di 1.500 mq diviso in zone dedicate alla casa, ai vestiti, ai fiori, ai libri e al food, cui parte dei proventi va anche a fare beneficenza) ha riorganizzato questo spazio piccolissimo, appena 18 mq, in una mini-casa dove c'è tutto ma ben nascosto.

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in uno spazio di soli 6 metri per 3 la parete lunga è occupata interamente da un divano-contenitore nei toni del rosso, e sulla parete sono sistemati pensili bianchi in cui riporre gli oggetti quotidiani. sotto il divano che funge anche da letto, sono sistemati dei grandi cassetti su ruote per riporre vestiti e coperte. il tutto è bianco e liscio, senza maniglie, per conferire unità visuale all'appartamento e dilatare visivamente lo spazio.

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piccole nicchie retro-illuminate ospitano una vivace collezione di vasi colorati e alcuni libri, mentre la piccolissima cucina è dissimulata dietro un mobile bianco. ricoperta da fogli d'inox è completa di tutto. vi trovano posto due fuochi a induzione, la cappa, e un mini-frigo sul modello dei minibar d'albergo.

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la profondità di un antica canna fumaria ormai in disuso ha permesso di ricavare un armadio supplementare che in un ambiente così minimo è molto importante! il bagno comprende una grande doccia e un lavabo in pietra di comblanchien. lo specchio serve anche da mobile-contenitore. mentre due cestini sono destinati alla biancheria.

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15/12/2009

una spa di design: les bains des docks


una spa dal design etereo ed evanescente: è il complesso termale ultimato nel 2008 dal vincitore del pritzker prize (considerato il nobel dell'architettura) jean nouvel. ispirato alle terme romane "les bains des docks", questo il nome, evoca un'amosfera di candida serenità e luminoso benessere. si trova inserito in un enorme progetto di riconversione e riqualificazione dell'area del vecchio porto di le havre, che si chiama les docks le havre.

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la tranquilità del luogo è evocata soprattutto dall'uso della luce naturale combinato con le superfici lucide e riflettenti dei rivestimenti di pasta di vetro. il tutto scegliendo il bianco, il non colore per eccellenza. la luce si rifrange ovunque aumentando la luminosità e conferendo all'ambiente un aria quasi evanescente.
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alcune zone sono rese ancora più incantate e sognanti da "cortine" d'acqua che scroscia di continuo. mentre l'uso di texture e superfici differenti insieme al colore, è pensato per definire la destinazione degli altri ambienti, prediligendo i toni accesi del rosso e dell'arancio.

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inoltre attorno alle piscine ci sono delle alcove studiate per minimizzare l'eco e i smorzare i rumori — uno degli aspetti più disturbanti dei grandi centri acquatici - così come i dislivelli di pavimenti e soffitti. sauna, hammam, spa, idromassaggio e aquagym sono a disposizione degli ospiti. una sorta di laguna esterna di oltre 1.000 mq completa l'offerta delle facility.
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gli spazi dedicati alla balneoterapia sono intimi e riservati grazie all'uso di schermi per le ampie finestre e angoli dedicati. regna su tutto un'atmosfera sospesa e incantata dove finalmente il relax si sposa con il design di un grande dell'architettura.

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se vi piacciono le terme potete visitare questo blog specifico: terme che passione

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