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29/12/2009

case prefabbricate, un sogno accessibile

le case prefabbricate sono state a lungo considerate costruzioni di serie b, perché valutate poco durature e instabili.

vogliamo sfatare questo "mito"? il sito specializzato fabprefab ci presenta le principali novità nell'ambito delle costruzioni prefabbricate non solo per abitazioni private ma anche scuole, ospedali, centri benessere, hotel ed edifici multi purpose.

si può scegliere tra varie tipologie edilizie: struttura portante in legno lamellare e tamponamenti in sandwich ricoperti internamente con liste di legno; struttura con solai e travi in cemento e tamponamenti in pannelli di legno o legno lamellare, struttura in acciaio e tamponamenti in legno alveolare...

l'unica parte che non è pre-assemblata in fabbrica sono le fondamenta, che possono essere costituite da un piano in cemento, la platea di fondazione, oppure un sistema di pali in ferro o cemento armato con plinti. quest'ultimo è ideale se il terreno è in pendenza.

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il benessere è garantito da serramenti a tenuta con vetri basso-emissivi come quelli di una casa costruita tradizionalmente e pannelli di masonite per la coibentazione dei muri interni per assicurare stabilità termica alle pareti. anche le finiture interne di una casa prefabbricata sono quelle usate negli edifici in muratura. si può scegliere tra lastre di cartongesso coibentate, doghe di legno pregiato, parquet, intonaco... insomma chi più ne ha più ne metta!

inoltre le costruzioni prefabbricate sono caratterizzate anche dalla notevole sicurezza antisismica. in effetti in giappone le case in legno sono giudicate le più sicure per la flessibilità del materiale alle scosse.

e i costi? alla definizione del prezzo concorre la modalità di consegna, il grado di finitura interna e, a richiesta, alcuni servizi aggiuntivi come la progettazione degli spazi interni ed il pre-assemblaggio in fabbrica per farsi un'idea degli spazi e della resa finale prima della definitiva posa in loco. la grande certezza però è legata alla sicurezza del preventivo che difficilmente lieviterà, come invece succede nel caso di costruzioni in muratura. qui le variazioni di prezzo sono legate all'artigianalità e alla manualità del processo, mentre il processo produttivo blocca il prezzo.

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le realtà più economiche propongono un modello base di circa 10x20 m a 36.000 eur più i costi di trasporto oltre il costo di posa in opera di 180 eur al metro quadro. si può arrivare ai 250-300 eur al metro quadro per una casa con maggiori varianti compositive e per passare a 1.000-1.500 eur al metro quadro nelle versioni più complesse e rifinite. se pensate ad un produttore americano (ce ne sono tantissimi, visto che lì le case sono spesso prefabbricate) calcolate un costo di spedizione totale che può variare da 4.000 a 12.000 eur.

alcuni nomi internazionali: marmolradziner, office of mobile design, minihome e rocio romero.

ed ora facciamo una carrellata dei principali produttori italiani.

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uno dei costruttori più noti è la rubner haus, che garantisce un proprio sistema costruttivo,  una elevata classe di efficienza energetica e la possibilità di scegliere tra varie tipologie abitative e stili, dal rustico chalet di heidi all'edificio modernista. e tutte con comfort di eccellente standard qualitativo.

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un altro nome conosciuto è pircher. attraverso il sistema modulare planit che offre molteplici soluzioni progettuali ed è altamente personalizzabile,  dalle finiture alla distribuzione degli spazi, ai rivestimenti esterni. il tutto montato in soli 100 giorni!

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un costruttore svizzero molto conosciuto è anche huf haus. oltre ad una vasta gamma di modelli adatti per regioni pianeggianti garantisce un risparmio energetico che può arrivare fino all'80% dei costi di gestione di una casa tradizionale. grazie a celle fotovoltaiche e collettori solari installati sulle coperture e i rivestimenti.

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anche wolf haus e pagano propongono soluzioni adatte per ogni esigenza e per tutte le tasche. e non solo per la montagna, come questa realizzazione di una casa di vacanza in toscana di wolf haus o di questo progetto nella campagna romana di pagano.

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20/12/2009

un mini appartamento in appena 18 mq

l'architetto valérie mazérat, autrice anche del concept store parigino merci (vende oggetti di tendenza in uno spazio di 1.500 mq diviso in zone dedicate alla casa, ai vestiti, ai fiori, ai libri e al food, cui parte dei proventi va anche a fare beneficenza) ha riorganizzato questo spazio piccolissimo, appena 18 mq, in una mini-casa dove c'è tutto ma ben nascosto.

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in uno spazio di soli 6 metri per 3 la parete lunga è occupata interamente da un divano-contenitore nei toni del rosso, e sulla parete sono sistemati pensili bianchi in cui riporre gli oggetti quotidiani. sotto il divano che funge anche da letto, sono sistemati dei grandi cassetti su ruote per riporre vestiti e coperte. il tutto è bianco e liscio, senza maniglie, per conferire unità visuale all'appartamento e dilatare visivamente lo spazio.

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piccole nicchie retro-illuminate ospitano una vivace collezione di vasi colorati e alcuni libri, mentre la piccolissima cucina è dissimulata dietro un mobile bianco. ricoperta da fogli d'inox è completa di tutto. vi trovano posto due fuochi a induzione, la cappa, e un mini-frigo sul modello dei minibar d'albergo.

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la profondità di un antica canna fumaria ormai in disuso ha permesso di ricavare un armadio supplementare che in un ambiente così minimo è molto importante! il bagno comprende una grande doccia e un lavabo in pietra di comblanchien. lo specchio serve anche da mobile-contenitore. mentre due cestini sono destinati alla biancheria.

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15/12/2009

una spa di design: les bains des docks

una spa dal design etereo ed evanescente: è il complesso termale ultimato nel 2008 dal vincitore del pritzker prize (considerato il nobel dell'architettura) jean nouvel. ispirato alle terme romane "les bains des docks", questo il nome, evoca un'amosfera di candida serenità e luminoso benessere. si trova inserito in un enorme progetto di riconversione e riqualificazione dell'area del vecchio porto di le havre, che si chiama les docks le havre.

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la tranquilità del luogo è evocata soprattutto dall'uso della luce naturale combinato con le superfici lucide e riflettenti dei rivestimenti di pasta di vetro. il tutto scegliendo il bianco, il non colore per eccellenza. la luce si rifrange ovunque aumentando la luminosità e conferendo all'ambiente un aria quasi evanescente.
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alcune zone sono rese ancora più incantate e sognanti da "cortine" d'acqua che scroscia di continuo. mentre l'uso di texture e superfici differenti insieme al colore, è pensato per definire la destinazione degli altri ambienti, prediligendo i toni accesi del rosso e dell'arancio.

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inoltre attorno alle piscine ci sono delle alcove studiate per minimizzare l'eco e i smorzare i rumori — uno degli aspetti più disturbanti dei grandi centri acquatici - così come i dislivelli di pavimenti e soffitti. sauna, hammam, spa, idromassaggio e aquagym sono a disposizione degli ospiti. una sorta di laguna esterna di oltre 1.000 mq completa l'offerta delle facility.
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gli spazi dedicati alla balneoterapia sono intimi e riservati grazie all'uso di schermi per le ampie finestre e angoli dedicati. regna su tutto un'atmosfera sospesa e incantata dove finalmente il relax si sposa con il design di un grande dell'architettura.

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se vi piacciono le terme potete visitare questo blog specifico: terme che passione

09/12/2009

il futuro del bagno secondo cersaie 2009

il bagno del futuro è già una realtà al cersaie 2009. la fiera riesce nell'intento di coglierne lo zeitgest, fornendo anche molteplici ispirazioni.

abbiamo scelto questa foto di una vasca in resina a righe multicolori alla maniera di paul smith per rappresentare il nuovo bagno, perché usare i nuovi materiali in maniera giocosa e rompere gli schemi della tradizionale scansione vasca-sanitari-lavabo è il segno di questo tempo.

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ma vediamo una rapida carrellata di prodotti che rendono al meglio lo spirito del bagno del futuro che questa edizione del cersaie ha voluto rappresentare.

per l'arredo-bagno: rapsel con la linea di mobili "two-qb" che prosegue il discorso inaugurato da matteo thun l'anno scorso. contenitori cubici che racchiudono i lavabi e dall'esterno sembrano semplici cubi bianchi. anche ideagroup porta avanti un'idea di eleganza e funzionalità coniugate con l'uso di materiali nobili e superfici tecno come nel modello "city".

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per i rivestimenti ceramici: la collezione "blooming lines" di rivestimenti in rilievo vellutati grazie alla lappatura superficiale che delinea delicati ramage presentata da ceramica fioranese e la linea "déchirer" dalla texture materica e dal decoro pixellato, progettata da patricia urquiola per mutina.

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per i lavabi: il modello "barchetta" di glass design in colori vitaminici e in morbido silicone sembra quasi una gelatina e il nuovo lavabo in cristallo "ring" di cogliati posto su un piedistallo a panchetta dello stesso materiale ma di colore contrastante.
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per la vasca e lo spazio doccia: la serie di vasche da incasso "paper" di teuco nel nuovo materiale duralight e il nero lucido come un ciottolo sulla spiaggia della vasca "beyond" di glass.
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per lo spazio doccia: la matericità del piatto doccia in pietra ricomposta del modello "ondas" di roca.

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02/12/2009

libreria in una antica chiesa

una vecchia chiesa dominicana è al centro di una magnifica trasformazione in uno spazio destinato a libreria. durata diverso tempo, la ristrutturazione ha restituito ai fasti la struttura originaria dell'edificio che risale al 1300 e contemporaneamente ha aperto al pubblico una “nuova” libreria nel centro di Maastricht.

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l'architettura monumentale della chiesa domenicana infonde severità e verticalità allo spazio pubblico che invece è concentrato nella sua funzione di contenitore di libri da cercare, selezionare e comprare.

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un enorme monolite scuro di metallo autoportante "segna" la navata centrale come un'isola di cultura. il progetto è dello studio olandese merkx + girod. la struttura originaria è stata una chiesa domenicana fino al XVII secolo per poi diventare un deposito, un archivio e anche un enorme parcheggio per le bici.

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concepita su tre piani, la libreria ha anche un ammezzato allo stesso livello del matroneo dove si può trovare un angolo confortevole e silenzioso dove consultare i titoli scelti dagli scaffali immersi nella calma mistica di questo posto fantastico.
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si possono ammirare gli splendidi affreschi appena restaurati seduti sui divanetti del mezzanino, oppure  gustarsi una tazza di té nella caffeteria situata là dove prima c'era il coro. il progetto ha vinto numerosi premi tra cui il lensvelt de architect interior prize, e nel 2008 il guardian l'ha nominata “best bookstore in the world”.
la libreria fa parte della catena olandese di librerie selexyz e propone un'ampia selezione di titoli, anche in inglese.
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ecco qui la chiesa quando era utilizzata come deposito per bici. non un'idea malvagia dopo tutto...
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